fagiolo di lamon

Aggiornamenti dal dott. Crocetta - Settembre 2020

Note tecniche mese SETTEMBRE 2020

Negli ultimi giorni di agosto e nei primi di settembre si sono verificate piogge abbondanti in quasi tutte le località di coltivazione che hanno riportato le temperature a livelli normali per il periodo   e hanno ristabilito una buona dotazione idrica per le piante.

In molti impianti le piante non presentano baccelli nella parte basale del fusto mentre sono discretamente presenti nella parte medio alta. Questo è presumibilmente dovuto all’andamento climatico dei primi quindici giorni del mese di giugno, particolarmente piovosi e freddi rispetto alle medie del periodo. La produzione naturalmente risente di questa situazione e, nella maggioranza delle realtà produttive, risulta non ottimale e in alcuni casi anche piuttosto scarsa.  

Dal punto di vista sanitario, nel corso del mese, le virosi, già manifestate nel mese di luglio, si sono diffuse in modo variabile nelle varie zone. Nella maggioranza dei casi si è manifestato il BCMV (virus del fagiolo) ma anche altri virus (BYCV e CMV) sono stati rilevati creando danni variabili in relazione allo stadio di sviluppo delle piante nel momento della comparsa. La problematica comunque, nella grande maggioranza delle situazioni, non ha creato situazioni particolarmente penalizzanti dal punto di vista produttivo.

All’inizio del mese in corso, favoriti dalle umidità notturne e dalle piogge, sono comparsi sintomi di attacchi fungini anche di entità rilevante. Antracnosi (in particolare sul Calonega) e Ruggini (soprattutto sullo Spagnolet) si stanno manifestando diffusamente nelle zone più basse e meno ventilate provocando ingiallimenti e conseguente precoce, parziale caduta delle foglie. Sempre in queste aree si sono notati anche sintomi di batteriosi.

Contro queste avversità si può ancora intervenire con prodotti rameici con breve tempo di carenza. Esistono infatti in commercio composti del rame con soli tre giorni di sicurezza: attenzione che i consueti ossicloruri, idrossidi e poltiglia bordolese hanno 20 giorni di carenza e ci sarebbe sicuramente un intervallo insufficiente per intervenire prima della raccolta o fra le raccolte successive mentre con quelli a carenza di tre giorni si può intervenire anche fra una raccolta e la successiva.

Questi trattamenti sono particolarmente raccomandati negli impianti destinati a raccolte tardive dove la maggiore sanità possibile delle piante deve conservarsi a lungo, mantenendo le foglie verdi e sane sulle piante, per nutrire i baccelli che matureranno nel corso del mese di settembre e anche di ottobre, sperando che la stagione lo consenta.

Trattamenti insetticidi invece non sono più consigliati, poiché, per il momento, non sono segnalati problemi significativi di afidi e solo sporadiche e lievi comparse di cimice asiatico di seconda generazione e piralide in impianti confinanti con coltivazioni di mais.

Presso tutte le aziende che hanno aderito alle prove del progetto FaLaRes, nella seconda metà del mese di agosto, sono state effettuate delle valutazioni sullo sviluppo vegeto – produttivo e sulla presenza visiva di virus e sono stati fatti dei prelievi di foglie per accertare la presenza di virus e la relativa appartenenza. Inoltre sono state segnate con apposito nastro alcune piante: come comunicato, su queste piante deve essere raccolto, in più passaggi, prodotto secco, pianta per pianta, separato dalle altre non contrassegnate. I baccelli raccolti dalle piante segnalate vanno seccati da soli, messi in un sacchetto con dentro il cartellino di plastica numerato che è stato apposto alla pianta segnalata. Sul sacchetto va scritto nome dell’azienda, numero del cartellino e numero dei baccelli raccolti che vanno sgranati e lasciati tre giorni in congelatore, quindi verranno ritirati in una data che sarà comunicata telefonicamente ad ogni azienda.  In alcune aziende Il resto delle piante della prova non segnalate può essere raccolto normalmente e destinato alla vendita insieme con il prodotto aziendale. Altre aziende invece sono state invitate a raccogliere, in più passaggi, tutte insieme, anche le restanti piante della prova (contandole e segnando il numero totale di piante raccolte) in maniera separata fra “FaLaRes” e “Serra” per valutare le eventuali differenze produttive, morfologiche ed estetiche nelle diverse varietà.

Per eventuali dubbi in merito alla prova rivolgersi al dott. Giuseppe Crocetta via telefonica o con e-mail.

Dott. Giuseppe Crocetta